Il Decreto Legislativo 9 settembre 2026, n. 160 adegua la normativa italiana all’AI Act europeo e definisce le regole su responsabilità civile e penale nell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale. È pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026 ed entra in vigore il 30 settembre 2026.
Il decreto recepisce il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, il quadro europeo di regole armonizzate sull’intelligenza artificiale approvato il 13 giugno 2024. La parte che tocca direttamente le imprese riguarda la responsabilità per i danni derivanti dall’uso di sistemi di IA.
Se in azienda usi strumenti di intelligenza artificiale — dalla generazione di contenuti all’analisi dati, dai chatbot ai sistemi decisionali — questo decreto ti riguarda. Definisce chi risponde quando qualcosa va storto e su quali basi.
Cosa stabilisce il Decreto Legislativo 160/2026
Il decreto ha due assi principali. Il primo riguarda l’uso dei sistemi di IA nell’attività di polizia, ambito che tocca la pubblica amministrazione più che le imprese private.
Il secondo asse è quello che interessa direttamente le aziende: la responsabilità civile e penale legata all’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale. Qui il legislatore chiarisce come si applicano i principi di responsabilità quando un sistema automatizzato produce un danno.
La responsabilità civile è l’obbligo di risarcire un danno causato a terzi. La responsabilità penale riguarda invece le condotte punibili per legge. Il decreto adatta entrambe al caso specifico dei sistemi di IA, dove la catena tra decisione umana e output automatico non è sempre lineare.
Perché questo decreto riguarda anche la tua azienda
Chi introduce l’intelligenza artificiale nei processi diventa responsabile di come quei sistemi operano. Non basta acquistare uno strumento e usarlo: serve capire cosa fa, come lo fa e quali rischi genera.
L’AI Act classifica i sistemi in base al rischio. I sistemi ad alto rischio richiedono controlli, documentazione e supervisione umana. Il decreto italiano innesta su questa classificazione le conseguenze in termini di responsabilità.
Ecco gli obblighi concreti che un’azienda deve iniziare a considerare:
- Mappare i sistemi di IA in uso: sapere quali strumenti usi, in quali processi e con quale livello di rischio.
- Documentare le decisioni automatizzate: mantenere tracciabilità su come un sistema arriva a un output rilevante.
- Garantire la supervisione umana: prevedere che una persona possa intervenire e correggere le decisioni della macchina.
- Verificare i fornitori: capire se chi ti vende un sistema di IA rispetta i requisiti europei.
- Formare chi usa gli strumenti: chi opera con l’IA deve sapere limiti e responsabilità di quello che gestisce.
Questi passaggi non sono formalità. Sono la base per dimostrare, in caso di contestazione, di aver agito con diligenza nell’uso di tecnologie che possono produrre danni.
Come mi preparo alla nuova normativa?
Il primo passo è sapere esattamente quali sistemi di IA usi e con quali rischi. Senza questa fotografia non puoi valutare la tua esposizione.
Con un AI Assessment analizzo i processi aziendali, individuo dove l’intelligenza artificiale è già presente e classifico i sistemi secondo i criteri dell’AI Act. L’AI Assessment è una valutazione strutturata dell’uso dell’IA in azienda, dei rischi collegati e degli adempimenti necessari.
Da lì costruiamo un piano operativo: documentazione, procedure di supervisione, verifica dei fornitori. Non serve bloccare l’innovazione. Serve usare l’IA sapendo cosa comporta sul piano della responsabilità.
Serve una figura interna che segua la conformità?
Dipende dalla dimensione e dall’uso che fai dell’intelligenza artificiale, ma in molte PMI conviene affidarsi a una figura esterna dedicata. Costruire competenza interna richiede tempo che spesso non hai.
Come AI Manager Esterno seguo l’azienda nell’adozione dell’intelligenza artificiale mantenendo il controllo su rischi e conformità. L’AI Manager Esterno è un professionista che gestisce la strategia e la governance dell’IA senza essere un dipendente interno.
Il vantaggio è pratico: hai un riferimento che monitora l’evoluzione normativa, aggiorna le procedure e ti evita di scoprire i problemi quando è tardi. La normativa cambierà ancora, e serve chi la segue con continuità.
Domande frequenti sul Decreto 160/2026 e sull’AI Act
Quando entra in vigore il Decreto Legislativo 160/2026?
Il decreto entra in vigore il 30 settembre 2026, come indicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026. Da quella data si applicano le disposizioni sulla responsabilità civile e penale legate all’uso dei sistemi di intelligenza artificiale. Ti conviene arrivare preparato: la conformità non si costruisce in pochi giorni, soprattutto se in azienda usi più strumenti di IA in processi diversi.
La mia azienda usa solo ChatGPT o strumenti simili. Sono comunque coinvolto?
Sì. Anche l’uso di strumenti di IA generativa comporta responsabilità su come vengono impiegati e sui contenuti prodotti. Se un output errato genera un danno a un cliente o a un terzo, la questione della responsabilità si pone. Il livello di adempimenti dipende dal tipo di uso e dal rischio, ma il principio vale per qualsiasi impresa che integri l’IA nei processi.
Cos’è l’AI Act e come si collega a questo decreto?
L’AI Act è il Regolamento (UE) 2024/1689, il quadro europeo che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, approvato il 13 giugno 2024. Il Decreto Legislativo 160/2026 adegua la normativa italiana a quel regolamento, specificando in particolare le regole su responsabilità civile e penale e sull’uso dell’IA nell’attività di polizia.
Quanto costa mettersi in regola?
Dipende da quanti sistemi di IA usi e dalla loro complessità. Un’azienda con pochi strumenti a basso rischio ha un percorso rapido; chi usa sistemi decisionali in processi sensibili richiede un lavoro più strutturato. Il punto di partenza è sempre un AI Assessment, che permette di stimare l’impegno reale prima di avviare qualsiasi intervento.
Cosa rischio se non mi adeguo?
Rischi sanzioni previste dall’AI Act e, in caso di danno causato da un sistema di IA, la difficoltà di dimostrare di aver agito con diligenza. La documentazione e le procedure servono proprio a questo: provare che hai gestito i rischi in modo responsabile. Senza tracciabilità, la tua posizione in caso di contestazione è più debole.
Parliamo di come adeguare la tua azienda
Il Decreto 160/2026 non è un adempimento astratto. Tocca chiunque usi l’intelligenza artificiale nei processi, dalle grandi imprese alle PMI che hanno introdotto qualche strumento senza una strategia chiara.
Se non sai da dove partire, il primo passo è capire cosa usi già e quali rischi corri. Da lì si decide se serve un intervento leggero o un percorso strutturato.
Un primo confronto serve proprio a questo: valutare la tua situazione reale e capire se ha senso approfondire. Se vuoi parlarne, scrivimi dalla pagina contatti e definiamo insieme i prossimi passi.



